Spengo la luce qui in soffitta,
per provare a dimenticare.
Gli abbracci di mia madre sono ancora là,
vecchi mobili che non riesco più a spostare.
La televisione parla da sola,
la saliva non vuole andare giù.
Cerco parole dentro il silenzio,
ma non ne trovo più.
Solo un metro quadrato di soffitta,
il confine tra me e il resto del mondo.
La luce scivola via dalla stanza,
il buio si prende tutto il fondo.
Una giornata come un’altra,
nuvole grigie alla finestra.
Dall’altra parte sale un brusio,
la vita che continua e non mi aspetta.
Qui dentro resta il fumo denso,
una sigaretta e il bourbon sul tavolo.
Non so nemmeno quando è cominciato,
non so più bene che cosa ho perso.
So soltanto che ho chiuso gli occhi
e non ho più ritrovato il giorno.
È solo un metro quadrato di soffitta,
il confine tra me e il resto del mondo.
La luce scivola via dalla stanza,
il buio si prende tutto il fondo.
La saliva adesso si è seccata.
Il cielo è sparito da dietro i vetri.
Anche l’incenso ha smesso di bruciare.
Resta il legno sotto le mie mani,
e una stanza che non sa più aspettare.-
G.L.
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